Endometriosi

Endometriosi

 

«Il medico mi ha detto che avevo un problema a livello della parete interna dell’utero, vale a dire che le cellule dell’interno dell’utero crescevano in altre pareti del mio corpo. Ha detto che queste cellule erano benigne, cioè non cancerogene, ma in sé si trattava di una patologia incurabile e in alcuni casi progressiva. Aveva un lungo nome che non avevo mai sentito prima: endometriosi»

Anche l’autrice Sally Rooney nel suo libro 'Parlarne tra amici' fa informazione riguardo un tema ancora sconosciuto ai più, l’endometriosi, malattia di cui è affetta la protagonista.

Cos’è l’endometriosi?

L’endometrio, la mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, si accumula in modo anomalo, attraverso una mestruazione retrograda, al di fuori di essa. Questo si può impiantare sul peritoneo e sulla superficie degli organi pelvici, sulle ovaie, nelle tube, sui legamenti, raramente su fegato, diaframma, pleura e polmone.

1 donna su 10 ne soffre. Questa subdola malattia è tanto fisica quanto psicologica, con ripercussioni sulla vita sociale e personale. L’infiammazione cronica e persistente può insorgere già in adolescenza e può portare difficoltà al concepimento.

I sintomi che possono insorgere sono molteplici, tra i più comuni:

  • dismenorrea (dolore alla mestruazione)
  • dispareunia profonda (dolore ai rapporti sessuali)
  • dolore all’ovulazione
  • dolore alla minzione o alla defecazione
  • astenia
  • stati depressivi.

 Non sempre compaiono tutti i sintomi, dato che l’endometriosi, in base alla localizzazione, può essere anche pauci-sintomatica o del tutto asintomatica (quindi non per forza una donna che ha dolori mestruali ha l’endometriosi). Inoltre molto spesso non vengono riconosciuti dalla donna e la diagnosi tarda ad arrivare: in media ci vogliono 7 anni.

È veramente importante parlarne e far conoscere questa malattia invalidante alle donne e agli specialisti (medici di medicina generale, ginecologi, gastroenterologi, urologi ecc.) per una pronta diagnosi e un trattamento in grado di migliorare la qualità di vita e prevenire ipotetica infertilità.

Per le donne che ne soffrono il mio consiglio è quello di non ritenere normale un dolore che non dovrebbe esserci, dalla mestruazione ai rapporti sessuali, e indagarlo per comprenderne le cause, per poter stare meglio attraverso un corretto stile di vita (sport e dieta antinfiammatoria) e la ricerca della giusta terapia ormonale e/o chirurgica. Va inoltre specificato come non sempre ci sia un danno d’organo e difficoltà al concepimento.

Da un punto di vista più personale invece dico alla donna di non identificarsi con la malattia, pensando che essa è malattia, facendosi divorare, sentendosi inadeguata.